ROMA - Dopo aver interrotto la discussione generale sulla manovra, il governo ha posto la fiducia sul decreto. Lo ha annunciato, nell'Aula di Montecitorio, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. La fiducia è posta sul testo della commissione, identico a quello approvato dal Senato. Si tratta della trentaseisima fiducia posta dal governo. La fiducia alla manovra sarà votata domani alle 17. Il voto finale del provvedimento è fissato per giovedi.
Incontro Berlusconi-Tremonti. L'obiettivo della maggioranza era quello di interrompere la maratona oratoria delle opposizioni che si erano iscritte in massa a parlare (oltre 240 deputati). In precedenza erano state respinte le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall'opposizione. Alla Camera è arrivato anche Silvio Berlusconi, che, prima di lasciare l'Aula, ha avuto un lungo colloquio con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
Tagli agli stipendi dei parlamentari. Intanto l'ufficio di presidenza di Montecitorio, sulla base delle indicazioni della manovra economica, ha deciso che sarà di mille euro netti al mese il taglio sulla retribuzione dei deputati. Inciderà per 500 euro sulla diaria di soggiorno (oggi pari a 4.003,11 euro) e per i restanti 500 sulla somma destinata al "rapporto eletto-elettore", quei 4.190 euro destinati anche ai "portaborse". Tagli in vista per gli stipendi più alti dei dipendenti della Camera: si è decisa una riduzione del 5% delle retribuzioni tra i 90mila e i 150mila euro, e del 10% sopra i 150mila euro per il triennio 2011-2013. Prevista anche la sospensione, nel triennio, dei meccanismi di adeguamento automatico delle retribuzione.
Le reazioni. "Questo governo e questa maggioranza si vergognino: la manovra economica è una pietra tombale sul futuro del Paese" dice il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.