17/11/2008 - Poche donne in Parlamento? Senza dubbio, ma più produttive dei colleghi uomini.
Da un'indagine di SherpaTv emerge che nell’ultima legislatura ciascuna delle 109 deputate ha prodotto in media 6,6 progetti di legge (contro i 4,8 dei deputati) ed ognuna delle 45 senatrici si è attestata a 6,4 (mentre i senatori si fermano a 5,8).
Record-woman assoluta di progetti di legge presentate come prima firmataria a Montecitorio è la deputata del gruppo di Alleanza nazionale Angela Napoli, con 71 proposte nell'arco della legislatura, seguita da Luana Zanella (Verdi) con 50 ed Erminia Mazzoni (Udc) con 37.
A Palazzo Madama guida la classifica Maria Burani Procaccini (Forza Italia) con 41 progetti di legge, con alle spalle Tiziana Valpiana (Rifondazione ) a 28, Loredana De Petris (Verdi/Pdci) e Maria Elisabetta Alberti Casellati (Forza Italia) a pari merito a 18.
A prescindere dai dati analizzati da Sherpa, gli uomini italiani attivi in politica sembrano aver compreso l’importanza e il valore della produttività e dell’impegno femminili: il Parlamento che uscirà dalle urne che si chiudono il 14 aprile ospiterà un numero di donne più elevato rispetto al passato. Alcune di loro, le protagoniste, hanno anticipato a Sherpa strategie ed obiettivi, timori e inquietudini dell’impegno femminile: dalla giovanissima Marianna Madia, capolista del Pd, a Loredana De Petris, icona in rosa della tutela ambientale, fino alla giovane azzurra Barbara Saltamartini.
Il dossier di SherpaTv mette a confronto la presenza delle donne nelle istituzioni nazionali rispetto a quelle internazionali, dove molte donne già ce l’hanno fatta e guidano paesi importanti: dall’ultima eletta – Christine Kirchner in Argentina – a Michelle Bachelet in Cile, da Maria Teresa Fernandez De La Vega – alter ego di José Luis Zapatero in Spagna – alla cancelliera di ferro Angela Merkel, fino alla donna che potrebbe, alle elezioni di novembre, diventare presidente degli Stati Uniti d’America, Hillary Rodham Clinton.
L’Italia ha senza dubbio maturato un ritardo quantitativo e anche qualitativo rispetto alle poche cariche di peso assegnate a donne, ma le liste delle imminenti elezioni fanno sperare che il nostro Paese possa prepararsi a raccogliere la sfida.